Smontiamo i falsi miti del riposo #2: "Se ha più molle, è un materasso migliore"

3/5/2020

Smontiamo i falsi miti del riposo #2: "Se ha più molle, è un materasso migliore"

Category Category Consigli


Siamo arrivati alla seconda puntata della rubrica "falsi miti" sul mondo dei materassi: un appuntamento fisso che nasce dalla nostra esperienza di produzione e commercializzazione di materassi e articoli per il sonno. Un impegno che raccogliamo quotidianamente ormai da più di 100 anni. 
Tutti i clienti cercano un buon riposo ma sono tanti quelli che, nel processo decisionale di acquisto, partono da veri e propri “falsi miti” legati al mondo del sonno: convinzioni errate, piccole credenze, ingannevoli correlazioni e informazioni non veritiere che li possono condurre ad un acquisto non ideale. Noi di Somaschini Lane smontiamo ogni giorno questi “falsi miti” per darvi una consulenza a 360° e vogliamo spiegarli nel dettaglio anche sul nostro blog. 

Il secondo falso mito che vogliamo presentarvi è: “Voglio un materasso con tante molle perchè è sicuramente migliore”


Tra le tante specifiche che ci capita di sentire confrontare dal cliente al momento della scelta del materasso da acquistare c’è il numero di molle presente al suo interno. Il valore è sicuramente importante ma va compreso a fondo mentre spesso viene sbandierato in maniera impropria.
Anzitutto, dobbiamo specificare: parliamo di "molle insacchettate". Una volta fatta questa precisazione, il numero di molle utile per garantire uno standard qualitativo elevato non deve mai scendere sotto le 800 per il matrimoniale e sotto le 400 per il singolo. Questo numero garantisce un sostegno corretto, equilibrato, accogliente e confortevole. Più molle significa un materasso più rigido e non sempre questo è adatto alle abitudini della persona. 

Raddoppiare il numero di molle utilizzate e passare a 1600 molle per il materasso matrimoniale e 800 per il materasso singolo deve quindi avere un obiettivo tecnico e non solo commerciale: il nostro modello CLASSIC ROYAL ha sì il doppio delle molle (800 per il singolo e 1600 per il matrimoniale) ed infatti lo consigliamo ai clienti che hanno bisogno di un prodotto più rigido che sostenga in maniera più importante. In alternativa, il numero maggiore di molle deve essere giustificato da una suddivisione diversa. Prendendo ad esempio il nostro modello ARMONIA, le molle sono sì più numerose di quelle standard ma sono disposte su tre strati. Un’organizzazione che permette di ottenere un migliore comfort e una perfetta ed equilibrata accoglienza delle forme del corpo, oltre a una uniforme distribuzione del peso: i due strati esterni sono quelli che garantiscono una prima accoglienza mentre lo strato centrale ha il compito di dare un supporto efficace.

Più del numero di molle, è importante che il materasso abbia delle zone a portanza differenziata per un corretto allineamento della colonna vertebrale e un sistema antiavvallamento al fine di evitare la compressione totale della molla. Le zone differenziate non si ottengono concentrando più molle nelle aree che sostengono le parti più pesanti del corpo e nemmeno, come spesso accade, aumentando lo spessore del filo della molla. Questo sistema infatti crea delle differenze troppo elevate tra molle morbide e molle rigide e, soprattutto, rende più sensibili le molle con un diametro minore nell’utilizzo sul lungo periodo.Nei nostri materassi, la differenza di rigidità si ottiene variando il pre-carico della molla nel sacchetto così da assicurare una graduale transazione da una zona più morbida del materasso a una più rigida, garantendo un sostegno sempre attivo e bilanciato. In sostanza, ci sono delle zone del materasso in cui la molla è, di natura, già compressa e questo accade man mano che ci si avvicina all’area di maggior portanza per un graduale sostegno del corpo. 

La scelta di un materasso deve essere sempre fatta in maniera consapevole, provando differenti prodotti per riuscire a cogliere le diversità, soggettive o oggettive, che le caratteristiche utilizzate per la loro realizzazione possono farci cogliere.